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Cyberbullismo: un male sociale dei nostri tempi! Affrontarlo con una APP è possibile!

Lo chiamano Cyberbullismo ed è uno dei mali sociali più pericolosi della nostra epoca!

La cosiddetta Generazione Z (ovvero i ragazzi nati tra il 1997 e il 2012), è nel mirino di questo nuovo modo di fare bullismo e si trova ad affrontare un problema da sempre riscontrato in alcuni contesti sociali come quelli scolastici, ma con l’aggravante che il o i carnefici, appunto i bulli, sono al di là di uno schermo a volte protetti da profili e identità fasulle.

Oggi la tecnologia consente a questi carnefici di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video aggressivi e offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui vari Social. Coloro che ne sono vittima spesso non sanno difendersi e tendono a colpevolizzarsi, chiudendosi in uno stato depressivo tale che nei casi più fragili e gravi può portare a gesti tragici e irrimediabili.

Tenere d’occhio questo tipo di violenze sta diventando un dovere morale, tanto che molte scuole o associazioni di genitori propongono corsi nei quali si tenta di educare i giovanissimi all’accettazione del sé e dell’altro, provando a promuovere l’uguaglianza, il portare l’attenzione su sé stessi e sulle proprie capacità, senza la paura di giudizi spesso falsi ed espressi con il chiaro intento di fare del male.

Le APP in tutto questo, come possono venirci incontro?

Giusto all’inizio di Agosto, sul sito de La Repubblica, usciva un articolo che parlava di Geneva, ovvero una APP contro il cyberbullismo e l’odio su internet.
Geneva è un social che permette agli utenti di connettersi con amici e gruppi online in forma più privata e coinvolgente, costruendo comunità che condividono specifici interessi.
Stanze e compartimenti stagni e cyberspazi sicuri per chi li frequenta!

Le esigenze dei giovanissimi stanno rivoluzionando lo scenario delle APP che sempre più seguono le loro preferenze e inclinazioni. L’avvento dei nuovi metodi di comunicazione ha portato molti di loro a chiudersi nel silenzio dei social media. Eppure ci sono nuovi bisogni che emergono come quello di utilizzare APP che creano ambienti personalizzati e a misura di interessi e passioni: BeReal ne è un esempio!

In effetti a causa della pandemia, tutti sono stati obbligati a rimanere in casa, anche i più giovani, che poi hanno subito anche l’allontanamento dalle scuole, isolandoli sempre di più. E’ nella natura umana cercare la socialità e l’unico modo che avevano di creare un ambiente sociale in cui si rivedevano, era proprio quello delle community online di cui Internet ormai è strapiena. 

Geneva in particolare, funziona in maniera tale che chi lo usa sia libero da toll, bot, like e condizionamenti degli algoritmi sui quali si fondano i Social più famosi e in voga e che danno l’ansia da prestazione sociale. Ci si iscrive tramite nome cognome e numero di cellulare. Una volta dentro puoi crearti uno spazio fisico e tridimensionale, la “Casa”, dove puoi invitare in forma pubblica o privata (lo sceglie l’utente) gruppi di persone per chattare e socializzare. In ogni “Casa” ci sono stanze tematiche e quindi gli spazi si diramano in altri argomenti e interessi. Per essere più accattivante si fa uso di funzioni come videochiamate, messaggi audio e riprese in diretta, in modo da non distaccarsi  da quello che è stato ed è ancora familiare, proiettandosi però verso una dimensione più a portata di tutti.

La cosa che rende questi spazi sicuri, è l’obbligo all’identificazione. L’anonimato non è concesso!  Questo modo di interagire, questo ritorno ad una sorta d’intimità, sta stuzzicando l’interesse di influencer e quindi aziende. Il perché è da ricercarsi nella capacità della community di creare legami tali da poter far circolare liberamente consigli e recensioni sincere su servizi e prodotti utilizzati nella vita di tutti i giorni. Tutto ciò porta ad un feedback immediato, definendo meglio la  fidelizzazione con il pubblico e la propria attività di mercato.

Sebbene Geneva potrebbe essere un buon trampolino di lancio per molte aziende di diversi settori, è anche vero che il fondatore Justin Hauser, non intende virare su questo lato più commerciale.

Prendere spunto da storie di valore e vincenti, è un metodo che noi di Migastone usiamo per indicare ai corsisti della nostra Academy che le idee sono davvero alla base di qualsiasi invenzione e realizzazione e che l’unico ostacolo a tutto questo, è la tua fantasia.
Con la Migastone Academy anche se non hai mai scritto una riga di “codice” in vita tua, imparerai a sviluppare APP capaci di teletrasportare i tuoi interessi in prodotti reali capaci di portare al successo te e chi le usa.

In poco tempo sarai in grado di creare da zero la tua applicazione, portarla al successo nel tuo settore, ed entrare a far parte della terza economia mondiale. 

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